TRADIZIONI E FOCLORE -> FESTE E SAGRE
La notte dei falò
Il 12 gennaio va in scea a Nusco, in provincia di Avellino uno degli appuntamenti clou dello splendido borgo. La notte dei falò. Tredici fuochi in uno dei cento borghi più belli d’Italia con degustazioni e spettacoli di musica dei Paesi del Mediterraneo, dall’Africa alla Grecia. L’evento si aprirà alle ore 16 con la performance di MateriaViva, giocolieri ed acrobati del fuoco. Lo chef Pisaniello, presso il Seminario Arcivescovile, interpreterà i sapori irpini in un florilegio di gusti antichi rivissuti in chiave moderna.Da quattro secoli è la festa che rievoca e suscita suggestione, un rito antichissimo che puntualmente si rinnova e che torna con la forza della storia e della memoria. Alle 17.30 il sindaco di Nusco, Giuseppe Del Giudice, come da tradizione accende con le proprie mani il primo falò. Un simbolo che segna l’inizio della festa: l’accensione di enormi fuochi, rito accompagnato dall’esplosione di suggestivi fuochi pirotecnici, che illuminano a giorno l’intero centro storico.
Per ogni via del borgo ci sarà un grande falò, preparato con cura dagli abitanti della zona, che passano le giornate precedenti a raccogliere la legna e preparare l’evento. Tra i momenti clou dell’edizione 2008 della Notte dei Falò di Nusco un posto spetta di sicuro alla gastronomia, alla cucina di qualità. Presso il Seminario Arcivescovile, infatti, lo chef Antonio Pisaniello, uno degli interpreti più fini della cucina reduce da diversi successi internazionali, farà rivivere i sapori ed i gusti della tradizione contadina. Il suo sarà un florilegio dei piatti d’Irpinia, della cucina semplice ma capace di conquistare anche i palati più esigenti.
Saranno tredici i punti spettacolo allestiti nell’ambito del centro storico di Nusco. E ci sarà musica africana, musica greca e, ancora, ritmi calabresi e salentini. Senza dimenticare ovviamente la tradizione popolare partenopea e campana fino alla tarantella di Montemarano. Per ogni falò ci saranno diversi stand gastronomici, che offriranno ai visitatori – migliaia ogni anno – le specialità irpine preparate secondo le ricette dell’antica tradizione irpina: salsicce alla brace, castagne sul fuoco, cecaluccoli (i tipici cavatelli), maccaronara, lagane (tipo tradizionale di pasta) e fagioli, carne alla brace, formaggi, tartufi e naturalmente i pregiati vini della zona, dall’Aglianico al Taurasi Docg.










