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D'Alema a Valencia
Maglietta color arancione - quella d'ordinanza degli 'officials' di Valencia - shorts blu e scarpe da ginnastica scure, Massimo D'Alema si è goduto dalla poppa di Ita 77 una delle più grintose regate portate a termine da 'Mascalzone Latino-Capitalia Team' nel Louis Vuitton Act 5 conclusosi a Valencia. E ha subito spiegato che per regolamento non poteva vestire la divisa del team, né parlare. "Il 18mo deve essere diverso, riconoscibile e non deve fare assolutamente nulla". Ma ha anche rischiato di vincere, visto che i mascalzoni hanno tagliato il traguardo con soli tre secondi di distacco dagli spagnoli."Mi sono divertito molto - ha raccontato il presidente dei Ds - è stata una grande occasione per un dilettante. La barca a vela consente di mettersi lì a osservare: è come se uno potesse sedersi sull'alettone dell'auto di Schumacher. E' un privilegio veramente raro ed è anche andata bene, molto bene. Soprattutto il terzo e il quarto lato sono stati affrontati con molto coraggio".
"Vedersi dietro Alinghi e New Zealand - ha osservato D'Alema - è un bell'effetto. Le regate di flotta certo sono più divertenti, sono più creative del match race. E l'equipaggio di 'Mascalzone' è bellissimo: non sono solo bravi, sono anche belli come team, sono aggressivi. Non è un equipaggio burocratico, è combattivo, Flavio è bravissimo ma anche Vasco, il tattico, è bravissimo".
"Abbiamo ancora due anni davanti, siamo all'inizio, c'é voglia di fare, di competere. Chissà che questa volta non ce la portiamo a casa... E' una straordinaria opportunità, la voglia c'é, questa volta invece che chiedere il permesso a uno svizzero potremmo proprio cercare di vincercela".
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