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Cino Ricci: il Giro d'Italia a vela
Cino Ricci rappresenta una delle figure cardine della vela italiana. I successi conseguiti durante la sua carriera velica non gli hanno tolto l'entusiasmo, è lui infatti l'ideatore e il promotore di un nuovo eclatante progetto: il Giro d'Italia a Vela.Il Giro d'Italia a Vela RasCup partirà il 1 luglio da Cervia e si concluderà il 29 luglio a Piombino. La flotta è composta da diciassette imbarcazioni G34 One Design e sarà impegnata in una serie di regate che copriranno complessivamente oltre 2200 km di percorso lungo le coste italiane. Le tappe saranno 20 e il giorno seguente l'arrivo della flotta ogni sede ospiterà una regata locale. La flotta toccherà le seguenti tappe: Cervia (1/7), Pescara (4/7), Bisceglie (7/7), Crotone (11/7), Messina (14/7), Salerno (17/7), Sorrento (18/7), Terracina (20/7), Anzio (22/7), Castiglione della Pescaia (25/7) e Piombino (28-29/7).
Che cos'è il Giro Vela?
E' una manifestazione velica itinerante. Le barche in gara sono tutte uguali, appartengono ad una società e noi le gestiamo. Vengono estratte a sorte e affidate a degli equipaggi formati da sei persone per ogni barca che possono alternarsi fino ad un numero illimitato. Quindi, cambiano gli equipaggi e chi ha la panchina più lunga ha più probabilità di piazzarsi bene perché la manifestazione ha una durata consistente, circa 30 giorni con delle tappe di trasferimento e delle tappe locali, difficile e molto pesante a livello fisico. Alla fine ci sarà un play-off, a Piombino, con uno scontro diretto ad eliminazione delle prime quattro barche, come per la Coppa America.
Da chi sono formati gli equipaggi?
Sono i velisti italiani che provengono dai circoli velici e vengono formati da un capo equipaggio in contatto con lo sponsor. Esattamente come per le squadre di calcio: c'è un coach, un dirigente e c'è un allenatore che può stare sia dentro che fuori dalla barca, lo skipper.
Cos'è cambiato nella vela da quando hai cominciato tu ad oggi?
Moltissimo, è come chiedere ad un corridore di Formula Uno cos'è cambiato da 40 anni a questa parte. Noi eravamo quasi dei pionieri, eravamo anche noi dei velisti però oggi tutto è specializzato, tutto è meglio, tutto è orientato verso il risultato. Noi eravamo molto più vagabondi e dilettanti.
Più artisti, forse?
Sicuramente, perché avevamo molto più tempo per guardarci intorno e vedere anche altre cose, oltre all'avversario che ci stava passando davanti.
A proposito di doping, ci sono stati dei casi durante le regate?
Io ricordo vent'anni fa una barca brasiliana che correva in Inghilterra e noi dicevamo che era dopata perché si fumavano delle canne, ma lo si diceva anche un po'per scherzare. Di casi seri non ho mai saputo nulla, il doping è difficile da accettare da parte dei concorrenti velisti, perché in barca non si può mai perdere il controllo di se stessi, basta un passo falso per mettere a repentaglio la propria vita e quella dell'equipaggio.
Come tutti gli sport anche la vela convive con gli sponsor, quali sono i compromessi da accettare?
Nella vela conta molto il caso, la fortuna. Dicono che il vento sia come le donne e la luna, nessuno può pensare di domarli o trattenerli. Il vento può far vincere uno che non è sponsorizzato o uno che lo è, di solito vincono i più bravi, ma non è detto. Bisogna sempre avvertire lo sponsor sui rischi a cui deve andare incontro, bisogna spiegargli che è il vento a dettare le condizioni.
C'è qualche episodio che ti è rimasto impresso nella memoria?
Questi non li racconto e poi è difficile che mi vengano in mente, dovrei fare uno sforzo di memoria. Preferisco gli episodi che devono ancora venire.










