"Olviva"
Avrà una durata di tre anni il progetto "Olviva", importante iniziativa scientifica coordinata dal prof. Vito Savino, preside della Facoltà di agraria dell'università di Bari, che prevede l'applicazione e il trasferimento di innovazioni tecnologiche e l'adozione di metodologie produttive comuni in 12 regioni, Liguria, Toscana, Umbria, Puglia, Marche, Basilicata, Lazio, Sicilia, Sardegna, Campania, Molise, Calabria. Al progetto collaborano ben 22 istituzioni scientifiche:le Università di Perugia, Siena, Pisa, Sassari, Federico II di Napoli, della Tuscia, del Molise, della Basilicata, di Foggia, della Calabria e di Palermo, l'Università Politecnica delle Marche, la Scuola superiore di studi universitari "S.Anna" di Pisa, i centri di Perugia, Sesto Fiorentino e Palermo del Cnr, l'Istituto sperimentale per la patologia vegetale, l'Istituto sperimentale per l'olivicoltura. L'obiettivo del progetto è dunque un salto di qualità nel vivaismo olivicolo italiano, attraverso la caratterizzazione delle varietà di olio prodotte, innovazione nelle tecniche di produzione per un generale miglioramento degli standard qualitativi del vivaismo olivicolo nazionale.Il primo punto del programma prevede il riordino del panorama delle varietà olivicole; saranno studiate le metodiche di caratterizzazione dal punto di vista morfologico e molecolare e caratterizzate almeno 200 varietà italiane delle quali 70 entreranno nel processo di certificazione. La seconda parte del progetto, invece, riguarda gli aspetti delle patologie delle piante con lo studio dello stato fitosanitario e dei relativi metodi diagnostici. Tale attività è ritenuta fondamentale in quanto attualmente circa l'80% dei campioni di olive analizzati risulta infettato da virus. Il terzo punto è relativo al miglioramento delle tecniche vivaistiche al fine di impedire il diffondersi di pericolose patologie e fornire materiale di migliore qualità possibile agli olivicoltori.










