Luporini e il Signor G


Immagini, parole e note in mostra, al Caffé Santa Tecla di Milano, dove iniziò la carriera del Signor G, per indagare il rapporto tra Giorgio Gaber e il suo storico coautore Sandro Luporini, ma soprattutto, come ha spiegato la curatrice Micaela Bonavia, "per tentare di ricomporre l'artista Luporini nelle sue attività di pittore e scultore".

"Gaber, con la forza della sua faccia e del suo corpo, ha sempre occupato la scena, mentre Luporini, che è un artista completo - ha spiegato la curatrice - è ancora poco noto nella sua duplice attività".

Assente all'inaugurazione della mostra a lui dedicata "perché ci vorrebbero le bombe - ha scherzato Bonavia - per farlo muovere dalla sua Viareggio", Luporini è stato evocato da una serie di poster, realizzati dalla stessa Bonavia, che accostano i suoi quadri, che hanno come soggetto principale i malinconici litorali viareggini, ai testi scritti con Gaber sotto forma di teatro-canzone e prosa.

"Anche se Luporini non ama accostare l'attività di pittore a quella di scrittore, ammette tuttavia che alcuni testi e quadri - ha proseguito la studiosa - sono caratterizzati dalla stessa sospensione dell'atmosfera, un po' come se nei testi scritti con Gaber si vedesse già un'immagine".

La mostra, dopo un mese al Santa Tecla, dove Gaber e Luporini si conobbero nel '59, andra' a Verona e poi a Viareggio per il Festival Gaber.
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