ITALIANI ALL'ESTERO :: PERSONAGGI
Frank Stella: un italiano in America
Gli italiani nel mondo, si sa, hanno spesso ricoperto cariche importanti e apprezzabili. Si sono distinti per carattere e disponibilità, come Frank Stella, figlio di un emigrato italiano negli anni'20 ed oggi amico di artisti di fama mondiale come Pavarotti e dei potenti della politica. Dalla voce di suo figlio Philip raccogliamo la testimonianza di questa vita singolare.Ci racconta la vita di suo padre?
Mio padre rimase orfano a sei anni. Mio nonno affogò nel lago del Missouri e mia nonna lo seguì un anno dopo per crepacuore. Sesto di tredici figli, ebbe un'infanzia povera ma non infelice. I fratelli, alcuni dei quali già sposati, dopo la tragica scomparsa di mia nonna decisero di andare a vivere tutti insieme e presero in affitto una fattoria. Mio padre ebbe così l'opportunità di guadagnarsi da vivere cominciando a lavorare molto presto. Con l'avvento della seconda guerra mondiale si aruolò nell' Air Force, inizialmente come soldato semplice. Negli anni della guerra si distinse grazie al suo temperamento e crebbe di grado. Durante un'azione rimase ferito e venne curato da un'infermiera di nome Martha: mia madre. Mio padre era solito chiamarla il suo angelo, perché nelle tristi ore della degenza appariva e spariva in silenzio. Si sposarono, ma mio padre non abbandonò l'esercito dopo la guerra e insieme a mia madre si trasferirono in una base aerea nel Missouri
Quando decise di cambiare?
Con la nascita del quarto figlio mio padre ritenne concluso il suo lavoro nell'esercito e aprì con l'aiuto dei suoi fratelli un ristorante a Detroit. Fu il primo di una lunga serie. Il cibo era cucinato alla maniera italiana, quindi appetitoso e sostanzioso; gli vennero richiesti sempre più servizi di catering ad altissimo livello. Anche la Casa Bianca e le refezioni universitarie si servivano da Frank Stella. A mio padre però questo non bastava, voleva fare di più. "Io sono stato aiutato dai miei fratelli, perché non devo aiutare le persone che hanno bisogno?" - diceva . Così si avvicinò ai circoli clericali, facendo inizialmente del volontariato e poi occupandosi anche degli emeraginati. Questo suo atteggiamento disponibile e non finalizzato interessò la Casa Bianca, che gli diede aiuto nell'organizzazione dei circoli per emarginati. Parallelamente si occupava anche di musica e di arte, sue grandi passioni. Gli furono assegnati gli appalti per la ristrutturazione di acuni teatri e di monumenti a Detroit. Ebbe la laurea honoris causa in storia dell'arte e Pavarotti gli chiese di organizzargli un concerto a Detroit.
Oggi che cosa fa suo padre?
Lavora. E' rimasto vedovo 4 anni fa, e in quella occasione Clinton gli fu molto vicino. Il lavoro gli riempie la vita, non potrebbe farne a meno. Si occupa ancora dei circoli di volontariato ed è sempre disposto a dare una mano a chi ne ha veramente bisogno.
Che cosa è stato a caratterizzare questa disponibilità in suo padre?
La matrice italiana. Per mio padre, il centro della vita quotidiano è scandito dai ritmi familiari. Dove c'è una famiglia unita c'è felicità, anche se si è poveri. Anche noi figli abbiamo avuto la medesima educazione. I nipoti, oggi completamente americanizzati sono talmente influenzati da questa visione, che mia figlia Giulia ha deciso di venire a studiare arte a Roma, per respirare l'aria italiana...










