ITALIANI ALL'ESTERO :: COMUNITA'
Garibaldi finanziato dagli italiani d'America
Nel 1859, dollari americani e oro della California con cui finanziare la spedizione dei Mille arrivarono a Giuseppe Garibaldi da parte degli italiani che avevano partecipato alla "Corsa all'oro" nell'Ovest degli Stati Uniti e che risposero così al celebre appello per procurare a Garibaldi "un milione di fucili". Fu una grande mobilitazione, realizzata in un'area selvaggia ancora da conquistare (il Far West), e motivata da un forte patriottismo di cui parla una ricerca dell'università di Firenze (appunto, gli 'Italiani alla Corsa all'Oro) co-finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e svolta in collaborazione con la California State University.Documenti e testimonianze sono stati presentati mercoledì 16 febbraio dai ricercatori durante un convegno all'università di Firenze. Prove della sottoscrizione che ebbe luogo nonostante la distanza e le difficoltà logistiche e di comunicazione del tempo, sono state trovate in documenti conservati in piccoli musei di contea. Un documento del 1859, giusto un anno prima della partenza da Quarto e dello sbarco in Sicilia, trovato presso una fondazione californiana, elenca oltre 300 nomi di italiani che contribuirono in denaro alla spedizione di Garibaldi.
Fu una sottoscrizione realizzata nelle città di Sacramento, El Dorado, Columbia, San Francisco, Portland. E già due anni prima, nel 1857, esattamente il 20 maggio, secondo un altro documento ritrovato dai ricercatori, il console italiano di San Francisco, Franco Biesta, riuscì a convogliare in Italia denaro per un valore di «5.000 lire per poter far acquistare a Giuseppe Garibaldi quattro cannoni». Una delle figure di collegamento tra queste comunità di italiani nell'Ovest e Garibaldi fu il generale garibaldino Andrea Sgarallino di Livorno.
"E' stato seguendo le sue tracce che si è cominciato a ricostruire questo pezzo di storia del Risorgimento - ha detto Alessandro Trojani,direttore della ricerca. Sgarallino, accusato di cospirare contro il Granducato di Toscana dalla polizia austriaca, fece la spola tra Italia e Stati Uniti. Divenne cittadino americano proprio nel 1859 e secondo i ricercatori "fu proprio lui a portare il denaro in Italia". «Sono vicende - ha osservato il professor Trojani - che vale la pena di scoprire sia per ragioni storiche sia perché ci fanno conoscere un'emigrazione Oltreoceano che non fu motivata solo dalla disperazione ma che conservava anche forti ideali patriottici».










